Citazione

La forza di camminare con te – Il lutto perinatale

“Oggi non è un giorno come tanti, oggi è un giorno speciale o forse è un giorno dove se ne può parlare, dove tutti si ricordano del mio dolore”, sono queste le parole di Paola, mamma di Ludovica, “la mia bimba angioletto”.

E’ si, perchè Ludovica non è fisicamente accanto a lei. Paola non ha vissuto la gioia di mostrarla al mondo in ogni suo meraviglioso particolare, non si è trovata a dover scegliere se portarla a passeggio con il marsupio o la culla ma, purtroppo, la vita l’ha messa di fronte a scelte dolorosissime come selezionare tra tutti i vestititi preparati per la sua nascita l’unico che avrebbe poi indossato nella piccola arca di legno che l’ha presa a se per sempre, perchè Ludovica e’ deceduta poche ore dopo il parto lasciando mamma Paola e papà Marco ad affrontare il suo vuoto immenso.

Purtroppo, anche se non se ne parla troppo, esistono storie in cui la gravidanza non procede verso la nascita e la vita ma prende strade diverse arrivando alla morte prenatale e perinatale generando nei genitori ed in tutta la famiglia delle ferite profondissime.

Secondo recenti dati ISTAT, in Italia nel 2008 ci sono stati 74117 aborti spontanei, 1866 bambini nati morti ed un’incidenza di morte intrauterina (cioè che avviene dopo la ventiduesima settimana di gestazione) di 3,5 su 1000 nati vivi (ISTAT, 2009). Secondo la rivista The Lancet, ogni giorno nel mondo 7200 mamme perdono il loro bambino a seguito della morte in utero.

Quando parliamodi lutto perinatale e’ importante comprendere che tale definizione racchiude in se due periodi che, se lessicalmente differenti, emotivamente hanno la stessa intensità: il periodo perinatale ed il periodo prenatale. La parola perinatale significa letteralmente “intorno alla nascita”. Pertanto l’espressione indica la morte di un figlio che convenzionalmente si verifica tra la ventottesima settimana di gestazione e il mese di vita del bambino. Quando la perdita avviene nel periodo antecedente la nascita si parla invece di lutto prenatale.

Nelle due categorie ricadono pertanto diverse tipologie di eventi drammatici in gravidanza e dopo il parto: Aborti spontanei, Interruzioni volontarie di gravidanza, Interruzioni terapeutiche di gravidanza, morte in utero, morte subito dopo la nascita. (“Il lutto perinatale: definizione, classificazioni e caratteristiche“, a cura di Davide Defilla, Psicologo e Psicoterapeuta).

La morte di un bambino durante la gravidanza o in epoca perinatale è un evento inaspettato e improvviso, anche in quelle gravidanze definite a rischio non si è mai pronti del tutto ad affrontarne la morte. Sono state descritte le varie fasi del lutto che corrispondono ai diversi vissuti emotivi:

– Shock: dopo la diagnosi la coppia sperimenta una fase di shock e di profonda disorganizzazione, che può durare diversi giorni e che limita la capacità di comprensione. Le emozioni più comuni in questa fase sono stordimento, incredulità, distacco emotivo, congelamento o negazione (“Forse si sono sbagliati”). Molte donne sperimentano in modo acuto la cosiddetta “Sindrome delle braccia vuote”.

– Realizzazione: è il momento in cui la coppia realizza ciò che è realmente accaduto. La profonda tristezza ed il senso di colpa (“Forse non avrei dovuto fare…”) sono spesso accompagnati da un dolore fisico intenso, come dolori alle articolazioni, pressione al torace, palpitazioni.

– Protesta: in questa fase l’emozione principale è la rabbia, accompagnata da sentimenti di ingiustizia, rammarico e ricerca delle colpe. La rabbia può intensificarsi per la sensazione di perdita di controllo, per il non avere avuto possibilità di scelta o per non avere capito cosa stesse accadendo. Altri sintomi ricorrenti in questa fase sono insonnia, incubi, flash back dei momenti più traumatici (es. le parole del medico, la sala operatoria, etc..).

– Disorganizzazione: questa fase è caratterizzata da depressione, solitudine, evitamento delle situazioni che hanno a che fare con la genitorialità. Possono presentarsi difficoltà nella coppia per le modalità differenti di vivere il lutto.

– Ri-organizzazione e accettazione: la solitudine e il rammarico lasciano il posto al disgelo emotivo, alla ricerca di supporto e alla sofferenza senza angoscia. Nascono nuovi interessi e nuove abitudini.

– Ritorno all’attaccamento e al desiderio di maternità. (“Il dramma silenzioso del lutto prenatale: le conseguenze psicologiche nelle madri che affrontano la morte prenatale” di Rossana Piron).

La morte di un figlio causa esperienze di lutto diverse nei partner e la coppia può andare in crisi, unendo al lutto per il bambino quello per la fine del rapporto di coppia.

Diventa dunque fondamentale offrire uno spazio professionale specializzato di supporto al lutto perinatale affinchè la famiglia, colpita da tale perdita, possa da subito trovare un accompagnamento professionale adeguato che possa aiutarli sia durante le fasi del saluto del proprio figlio deceduto che nella successiva mancanza nelle “braccia vuote” stimolando e normalizzando le reazioni al lutto tipiche nella prima fase di tale evento, per legittimare e decolpevolizzare, sostenendo l’espressione emotiva, diminuendo il possibile sviluppo di quadri psicopatologici gravi successivi come ansia, depressione, stati d’angoscia, ecc.

Ma questo vuole essere solo un piccolo elenco di reazioni ed emozioni che possono investire una famiglia, un elenco che non può racchiudere tutto quello che si scatena dentro una madre, un padre che perdono il proprio figlio perchè, se è vero che riconoscersi dentro un’emozione condivisa ci fa sentire meno soli, è anche vero che il dolore di ognuno è il proprio ed il più profondo da affrontare, da conoscere, da passarci attraverso per rendersi contro che esiste un posto dove un figlio deceduto può essere collocato ed è dentro ognuno di queste mamma e papà che negli anni ho avuto l’onore di conoscere ed accompagnare in questo duro percorso per trovare un nuovo equilibrio.

Perchè esiste un prima ed un dopo che deve essere riconosciuto e sostenuto, perchè nulla può e deve essere come prima perchè per mamma Paola la dolce Ludovica non c’è tra le sue braccia ma oggi, a distanza di anni, sente che ha il diritto di parlarne e di sentire che Ludovica è con lei ogni giorno, ogni attimo e che, a volte, deve dividersi tra Ludovica e Giovanni perchè il fratellino oggi vuole essere cambiato ed allattato dalla mamma e la vuole tutta per sè. E con gli occhi lucidi Paola riesci a dirmi “ma Ludovica lo sa che io la amo sempre ed ogni giorno di più. Perchè io sono la mamma di Ludovica e Giovanni”.

Un percorso di psicoterapia individuale o di coppia, personalizzato, studiato, costruito insieme, non può né eliminare la sofferenza né colmare quel vuoto nell’unico modo che un genitore vorrebbe, riavere il proprio figlio con sè, ma può aiutare i genitori ad affrontare quell’impotenza risucchiante e quei vissuti normali ma irrazionali di colpa, incapacità, fastidio verso le gravidanze delle altre donne, impossibilità nel guardare dentro un’altra culla e tutte quelle infinite emozioni negative che allontanano dal presente facendo restare tutta la famiglia dentro una bolla destrutturante.

Ecco perché da questo giorno, la giornata mondiale del lutto perinatale, proprio perché si è insieme in questo percorso, presso questa pagina, Scrinio, è possibile prenotare un primo consulto gratuito sia di persona ad Ancona in Piazza del Plebiscito n.21, sia online.

Scrivetemi un messaggio e saremo a vostra disposizione per affiancarvi, rispettosamente, nel vostro cammino.

Dott.ssa Eleonora Rossini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *